le sale del museo

Sala III


I paramenti della Cattedrale.


Le preziose vesti liturgiche, molto più costose, ma anche molto più fragili dell’arredo in metallo nobile, all’interno del patrimonio della cattedrale catanese attestano soprattutto le epoche più recenti. Le rare sopravvivenze più antiche sono generalmente legate al patrimonio personale dei vescovi e si sono probabilmente conservate proprio per la memoria del prestigio del possessore, la cui individuazione era facilitata dalla presenza delle insegne ricamate. Non è un caso quindi che l’unico parato antecedente al terremoto che si sia conservato è la seicentesca pianeta del cardinale Astalli, prestigioso protagonista della vita politica romana, cardinal nipote e possessore del palazzo Pamphili in piazza Navona, che certamente dalla città vaticana dovette portare con sé questo prezioso ricamo in oro e argento su fondo rosso. Solo uno stemma ricamato, pietosamente ritagliato da un parato andato distrutto, testimonia il corredo di vesti di un altro vescovo del Seicento, il Gussio, mentre per tutto il primo Settecento risultano conservate pressoché esclusivamente le vesti liturgiche fatte eseguire dal vescovo Galletti, della cui ampia donazione di arredi preziosi parlano i documenti che narrano anche di infinite liti per l’accusa di eccesso di liberalità in tal senso che fu mossa al vescovo. Danno prova della raffinata qualità delle scelte del vescovo Galletti tre pianete ricamate ed il piviale rosso. Lo stemma ligneo del Galletti, proveniente dal distrutto pulpito della Cattedrale, mostra un altro aspetto della coordinata azione di questo vescovo per l’arredo della sua chiesa appena ricostruita.